Linux, OpenSource e frammetarietà

Archiviato in: Cultura e Società, informatica —gp @ 7 maggio 2009 - 17:28

gsam_want_gnu_bigCon scadenza ciclica nella blogsfera e sul web in generale, ma guarda caso sempre in prossimità dell’uscita di qualche nuovo sistema operativo o software importante ClosedSource, affiorano le solite critiche, osservazioni punti di domanda sul problema, o presunto tale, circa Linux ed i tanti progetti che a dire di alcuni non fanno altro che portare una malsana frammentarietà con conseguente perdita di terreno dalla concorrenza.

Vista in maniera superficiale è un ragionamento che avrebbe la sua ragion d’essere ma spesso (volutamente?) questo problema è mal posto e soprattutto mal discusso.

La frammentarietà è quando in seno ad un progetto gli stessi sviluppatori incominciano a ramificarlo a dismisura prendendo decisioni fin troppo autonome che come conseguenza portano solo a mettere tanta carne al fuoco ma senza carbonella a sufficienza per riuscire a cuocerla per bene. Tante idee ma poca sostanza.

L’OpenSource non è ne un progetto ne una azienda ma è solamente un’etichetta che garantisce che il codice sorgente di un dato software è apertamente condivisibile, modificabile e migliorabile da chiunque.

Dunque non esiste il progetto OpenSource ma esistono progetti OpenSource che chi ne ha voglia può aiutare a migliorare e chi ne ha altrettanto voglia può prendersi la briga di crearne uno nuovo, magari ispirandosi a qualcosa di già esistente.

Tutto questo ha fatto si che molto codice venisse scambiato e studiato, molte idee venissero condivise e soprattutto che un kernel come Linux oggi fosse presente sui pc desktop, server, cellulari, modem\router, decoder, televisioni, elettrodomestici, etc…

(continua…)